Tariffe gas del mercato libero


In Italia ormai da diversi anni i clienti hanno la possibilità di poter scegliere tra varie tariffe gas del mercato libero, per cui il singolo utente ha la facoltà di poter decidere autonomamente a quale operatore rivolgersi per ottenere la fornitura presso la propria abitazione, senza vincoli dovuti all’area geografica di riferimento.

Grazie al mercato libero si assiste in pratica al distacco tra distribuzione e vendita, mentre in precedenza queste due attività erano di competenza di un unico operatore ora le due operazioni risultano effettivamente staccate in quanto ad un unico distributore spetta la gestione a livello fisico della rete di distribuzione e manutenzione, mentre a diverse imprese venditrici è concesso l’onere di provvedere alla fornitura di gas presso le utenze domestiche  dei diversi clienti.

Per cui il cliente instaura un rapporto commerciale diretto con la compagnia con la quale ha firmato il proprio contratto di fornitura da cui riceve la bolletta. In riferimento alle tariffe per l’erogazione del gas e della luce esse sono stabilite dagli stessi distributori ma devono sottostare alle linee guide emanate dall’AEEG; per quanto riguarda il compito specifico svolto dal fornitore, va precisato che ogni società venditrice si occupa della fase finale che fa riferimento alla commercializzazione finale. Soffermandosi sulle tariffe gas del mercato libero, va precisato che i diversi prezzi vengono effettivamente concordati tra il singolo fornitore di gas ed il cliente in maniera diretta: l’utente ha la possibilità di poter scegliere tra numerose offerte proposte dagli operatori presenti sul mercato.

Nonostante la libera concorrenza e le diverse tariffe che possono essere suggerite dai fornitori di gas e di energia, gli operatori devono attenersi ad un preciso codice di condotta commerciale emanato dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG): si tratta quindi di una serie di obblighi in materia di informazione e trasparenza in relazione ai prezzi ed alle bollette, attraverso questa strategia operativa si consente al cliente di scegliere consapevolmente e con la massima sicurezza la proposta commerciale più adatta ai propri bisogni. Nel mercato libero dunque le società preposta alla vendita può presentare delle tipologie di contratti economicamente più convenienti rispetto alle tariffe proposte dal mercato di maggior tutela che è soggetto alle condizioni dell'Autorità sia per il prezzo che per il servizio.

Pannelli fotovoltaici: conisgli utili per la pulizia

La pulizia dei pannelli solari fotovoltaici è fondamentale per il buon funzionamento dell'impianto. Molto spesso, infatti, gli agenti atmosferici e gli agenti inquinanti ne causano un lento ma progressivo deterioramento che, nel lungo periodo, potrebbe generare una diminuzione della ricettività. Troppo spesso, tali aspetti vengono superficialmente sottovalutati. Ma cosa fare per evitare un cattivo rendimento dell'impianto? Per prima cosa, è necessario acquistare un detergente facilmente reperibile sul mercato da utilizzare per effettuare una pulizia approfondita e costante dei pannelli. Esso è molto economico ed è altrettanto facile da utilizzare. Con i detergenti appositi, è possibile eliminare dai pannelli residui di smog, fuliggine, calcare e, molto più in generale, di ogni sostanza in grado di alterarne il funzionamento. I detergenti per pannelli sono appositamente creati per far scivolare l'acqua e per prevenire la formazione di patine che potrebbero deteriorare l'impianto. 


Detergenti per pannelli fotovoltaici: ecco come utilizzarli 

Utilizzare i detergenti per pulire i pannelli fotovoltaici è molto semplice. Molto spesso, infatti, essi devono essere solo vaporizzati sul pannello. Dipendentemente dalla tipologia di prodotto acquistata, sarà necessario attendere che esso agisca prima di procedere con il risciacquo. Ma quali sono i benefici generati dall'utilizzo costante di un detergente per pannelli fotovoltaici? Per prima cosa, è importante tenere presente che esso consente al pannello di sfruttare al massimo le sue potenzialità. Inoltre, non è affatto dannoso e non ha alcun genere di effetto collaterale. Come è facile intuire, pulire in maniera costante i pannelli è molto semplice, non troppo costoso e, soprattutto, decisamente molto utile. L'efficienza massima dei pannelli, infatti, consente di poter risparmiare notevolmente e di ammortizzare le spese sostenute per l'installazione dell'impianto.


Pannelli fotovoltaici trasparenti: ecco cosa sono e come funzionano

Per il settore del fotovoltaico, quella dei pannelli trasparenti è una vera e propria svolta epocale. Ma cosa si intende quando si parla di panelli fotovoltaici trasparenti? Tali pannelli sono formati da celle fotovoltaiche capaci di convertire l’energia solare in energia elettrica e, dunque, vengono utilizzati come generatori di corrente. Questo sistema consente di risparmiare notevolmente e, ovviamente, di salvaguardare l'ambiente. In linea generale, i pannelli sono neri e coprono ogni genere di superficie. I nuovi pannelli trasparenti, al contrario, riescono a catturare l’energia solare anche attraverso vetrate e finestre. Essi, inoltre, sono progettati per ogni genere di oggetto e/o dispositivo trasparente come, ad esempio, gli schermi dei tablet, degli smartphone o i cristalli delle automobili. Senza alcun dubbio, l'interrogativo, a questo punto, riguarda il funzionamento di tali avveniristici pannelli. A tale proposito, è interessante fare presente che essi sono creati con un materiale plastico che assomiglia molto al vetro. Creati con molecole organiche, i pannelli trasparenti riescono ad assorbire l'energia dei raggi infrarossi. Per accumulare ed utilizzare l'energia solare, nei pannelli vengono installati dei canali che accompagnano la luce verso le estremità e la trasformano grazie alle celle fotovoltaiche.


Pannelli fotovoltaici trasparenti: efficienza ed utilizzi 


Almeno per il momento, i pannelli fotovoltaici trasparenti sono meno performanti dei loro omologhi tradizionali. I pannelli tradizionali, infatti, vanno dal 10% al 20% di efficenza mentre quelli trasparenti non riescono a superare il 7%. In buona sostanza, i pannelli trasparenti non raggiungono neanche una potenza di 95 Watt per singolo pannello. In ogni caso, è d'obbligo tenere presente che si tratta solo di un progetto in fase embrionale che, però, molto presto, potrebbe trovare un buon riscontro sul mercato. Grazie alla loro trasparenza, questi pannelli sono adatti per balconi, terrazze o ringhiere di condomini e per palazzine molto alte.

Riscaldamento elettrico a basso consumo: consigli utili



Molto spesso, quando si sente parlare di riscaldamento elettrico, si pensa ad un eccessivo consumo di corrente e, dunque, a bollette esorbitanti. Ad onor del vero, fino a non molto tempo fa, il riscaldamento elettrico era una soluzione molto costosa, ma oggi sono molti i termoconvettori elettrici e i pannelli ad infrarossi che, oltre ad essere eco-sostenibili, sono anche molto convenienti. Tra questi vi sono i termoconvettori svedesi che, a differenza dei riscaldamenti elettrici classici, si basano sull'irraggiamento e non sulla convezione. Ma quale è la differenza? I riscaldamenti elettrici a convenzione riscaldano l’aria grazie ad una serpentina e la rilasciano con una ventola. I riscaldamenti elettrici ad irraggiamento, invece, non muovono l'aria. L’irraggiamento del calore avviene con il rilascio raggi infrarossi che vengono diffusi in maniera uniforme. Tali radiatori, poi, sono in grado di autoregolarsi e sono predisposti per spegnersi al raggiungimento della temperatura.

 

Radiatori elettrici a raggi infrarossi

I radiatori elettrici a raggi infrarossi sono, senza alcun dubbio, i più innovativi sul mercato e non hanno le serpentine. I vantaggi economici sono notevoli e, tra questi, vi è l'abbattimento dei costi di installazione e di manutenzione. Inoltre, tali riscaldamenti combattono notevolmente l'umidità e riducono le emissioni di CO2. 
Pensati per ridurre al minimo i consumi, per funzionare necessitano di 250/300 Watt all'ora per un massimo di 1000 Watt all'ora. In buona sostanza, quella dei radiatori elettrici è una soluzione molto economica, salutare e, soprattutto, poco impegnativa già adottata da molti anni in Svezia ed in altri Paesi del Nord Europa.

Ristrutturazione di una casa: ecco quanto costa



Chi non ha mai avuto il desiderio di ristrutturare la propria casa? In tale occasione, la prima domanda che ci si pone riguarda le spese da sostenere per mettere a nuovo la propria casa o modificarne una appena comprata. A tale riguardo, è molto importante tenere presente che, se gli interventi da effettuare sono molti e non è stato effettuato il computo metrico, è piuttosto difficile riuscire a fare un preventivo approssimativo. In ogni caso, è possibile ricorrere a parametri indicativi in grado di fornire qualche dato sul quale riflettere. In linea di massima, il costo di una ristrutturazione è compreso tra 350 euro e 700 euro al metro quadrato. Da tale calcolo, però, sono esclusi tutti i materiali. Ovviamente, nel caso in cui si tratti di una ristrutturazione di un edificio di pregio, il costo si aggira intorno a 1.500 euro al metro quadrato. Tali cifre sono calcolate al netto delle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni e per il risparmio energetico.


Ristrutturazione di una casa: come prendere un mutuo


L'idea di ricorrere ad un mutuo per ristrutturare la propria casa è molto diffusa tra gli italiani. A tale riguardo, è importante fare presente che, sotto il profilo economico, questa ipotesi è alquanto interessante. Gli interessi bancari, infatti, possono essere assorbiti facilmente grazie ai benefici fiscali per le detrazioni di cui sopra. Facendo un rapido calcolo, nel caso in cui una ristrutturazione venisse a costare 100.000 euro e fosse finanziata da un mutuo per ristrutturazione rimborsabile in 10 anni, i benefici fiscali sarebbero addirittura più degli interessi. Una cosa è certa: prima di iniziare la ristrutturazione, è consigliabile rivolgersi a più di una ditta in modo tale da confrontare i vari preventivi e, soprattutto, scegliere il proprio interlocutore in maniera razionale.


Ristrutturazione del bagno: fasi di lavoro e costi



Per ristrutturare un bagno è opportuno rivolgersi a ditte specializzate in modo tale da essere certi che ogni fase del lavoro venga svolta alla perfezione. Ma quali sono le fasi di lavoro necessarie per ristrutturare un bagno? La prima cosa da fare quando si inizia la ristrutturazione del bagno consiste nello smantellamento sia del pavimento che del massetto. Tale fase non dura più di un giorno. In seguito, è necessario procedere con la rimozione dei sanitari. Queste fasi dei lavori sono, senza alcun dubbio, le più caotiche e rumorose. A questo punto, è possibile iniziare con i lavori di ristrutturazione dell'impianto idraulico. A tale proposito, è interessante fare presente che le tubature non sono più in metallo ma in pvc o, addirittura, in polietilene ad alta densità. Prima della posa tubature, è necessario fornire all'idraulico le schede tecniche dei sanitari scelti in modo tale da consentirgli di posizionare correttamente i tubi.

Dopo aver terminato l'impianto idraulico, si può passare al rifacimento di quello elettrico. Nell'eventualità in cui, poi, si sia staccata una parte di intonaco, è necessario anche procedere con il suo ripristino. Prima di effettuare la posa del pavimenti, bisogna realizzare il massetto che deve avere un'altezza minima di 3 cm al fine di coprire la tubatura. Inoltre, sul massetto deve essere posizionata una rete metallica necessaria per evitare la formazione di piccole fessure. Dopo aver realizzato il massetto, si può procedere con la posa della pavimentazione, dei rivestimenti e dei sanitari.

 

Ristrutturazione del bagno: i costi


Per ristrutturare un bagno non troppo grande è necessario mettere in preventivo una spesa che può variare da 3900 euro fino a 6000 euro. Ovviamente, è fondamentale fare presente che il costo varia dipendentemente dalla tipologia di sanitari e di pavimentazione che si scelgono per il proprio bagno. Negli ultimi tempi, è il design a farla da padrone e, dunque, non è raro trovare elementi dalle linee particolarmente accattivanti ma, talvolta, eccessivamente costosi. 

Ristrutturazione della cucina: ecco quanto costa



Per molte famiglie, la cucina è il focolare della casa. Proprio in questo ambiente, infatti, si preparano e, talvolta, si consumano i pasti. La cucina è anche il luogo in cui si parla, ci si confronta e ci si riunisce. Al giorno d'oggi, però, la cucina non è solo 'l'angolo più funzionale della casa'. L'arredamento ed il design, infatti, rendono tale ambiente molto accogliente e decisamente alla moda. Purtroppo, però, la cucina è una delle stanze più utilizzate e, dunque, tende a deteriorarsi molto più rapidamente delle altre. Ma quanto costa ristrutturare la cucina? Per prima cosa, è necessario capire se si tratta solo di un restyling o di una ristrutturazione in piena regola. I costi, infatti, variano dipendentemente dalla tipologia di intervento. Per tale ragione è fondamentale stabilire il budget che si vuole destinare alla ristrutturazione. Di seguito, troverete una breve panoramica dei prezzi.



Ristrutturazione della cucina: i costi


Per una cucina di circa 6 metri quadrati i prezzi variano da 4300 euro fino a 5500 euro. Ovviamente, il prezzo cambia dipendentemente dalla tipologia di arredi e di elettrodomestici scelti. Ristrutturare una cucina di circa 9 metri quadrati, invece, costa da 5000 euro fino a 6200 euro. Il costo per la ristrutturazione di una cucina grande più di 9 metri quadrati, infine, va da 5800 euro e può arrivare fino a 7300 euro. Ma cosa si intende quando si parla di ristrutturazione di una cucina? Ristrutturare una cucina significa disattivare parzialmente l'impianto elettrico della stanza, rimuovere gli scarichi e le rubinetterie, demolire i pavimenti ed i rivestimenti, rimuovere i vecchi impianti idraulici, realizzare nuovi impianti idraulici, chiudere tutte le tracce a parete e creare un nuovo sottofondo della pavimentazione, posare un nuovo pavimento ed un nuovo rivestimento, allacciare l'impianto idraulico e le rubinetterie, tinteggiare il soffitto e le pareti, riattivare l'impianto elettrico, smaltire i materiali di risulta e montare l'arredamento e gli elettrodomestici scelti.